lunedì 10 marzo 2014

lunedì 17 febbraio 2014

943 milioni sono troppi. Tagli per un miliardo

Vediamo un po'.
Sul sito della Camera dei deputati si trova la serie storica dell'andamento della dotazione. I soldi, cioè che vengono girati al bilancio della Camera da quello dello Stato.
Da questa infografica apprendiamo che la dotazione della Camera ha avuto un plateau di massimo negli anni dal 2009 al 2012 a 993 milioni di euro per poi cominciare a scendere nel 2013 quando fa segnare 943 milioni di euro.

Venerdì mattina, a cominciare dall'Ansa alle 11 in punto, si diffonde un titolo che annuncia un colpo di stato, o un colpo di sole.

Il lancio delle 11 titola infatti così:
Confindustria, possibile taglio 1 mld costi Camera
E nel corpo della notiziona si legge;
''Si puo' risparmiare fino a 1 miliardo tagliando i costi della Camera''. E' quanto riporta un'analisi del Centro studi di Confindustria sulla burocrazia.
Se avete la fortuna di non avere l'elettroencefalogramma piatto potete controllare qui il titolo

Il problema  è che spesso si riportano notizie senza essere certi del fatto che un essere senziente le verifichi, così che, con il cervello messo in evidentissimo stand by, la notiziona è ripresa da più parti:

E così l'Agi riporta qui

Ma anche Il Giornale, in un pezzo firmato (sigh) riporta il fatto.

E' poi evidente che anche qualche blogger tra i meno lucidi si lanci sulla notiziona, ad esempio il già noto Siamo la Gente titola in maniera fin troppo chiara .

Sky tg 24

Rai News

Il Fatto quotidiano

Allora ragioniamo, il trasferimento di 943 milioni è probabilmente il dato più agevole cui fare riferimento quando si discute di costi della Camera ( anche se, a seconda di cosa inserisci effettivamente nel concetto di costo, tale dato può variare in maniera decisamente sostanziosa sia in più che in meno).

Come mai nessuno ha ritenuto necessario approfondire la notizia?






giovedì 6 febbraio 2014

I dipendenti come predatori da sconfiggere

Ecco cosa si legge sulla pagina Facebook dell'onorevole Brugnerotto:

"A Montecitorio, ogni giorno, quando sorge il sole, un grillino si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del commesso, per raggiungere i banchi del governo.

A Montecitorio, ogni giorno, quando sorge il sole, un commesso si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del grillino, per raggiungere i banchi del governo.
A Montecitorio, non importa che tu sia grillino o commesso. Basta che il governo corra a casa."


Cosa si può aggiungere, buon lavoro e in bocca al lupo a tutti i tutori dell'ordine, fuori e dentro dei palazzi.

mercoledì 4 dicembre 2013

Ferie e festività soppresse dei dipendenti della Camera. Quando la leggenda si trasforma in un fatto

Come diceva un giornalista nel film L'uomo che uccise Liberty Valance "Quando la leggenda si trasforma in un fatto, si pubblica la leggenda" e la questione delle ferie spettanti ai dipendenti della Camera dei deputati ha cessato di essere una leggenda diventando un fatto. Un fatto falso, ma un fatto.
Una buona parte della responsabilità va certamente addossata a quei politici che si sono affrettati a rilasciare dichiarazioni sul monte ferie dei dipendenti della Camera senza aver prima fatto lo sforzo di una verifica.
Fatto sta che oggi, contro ogni evidenza ed anche contro ogni logica, sono in molti ad essere convinti che i dipendenti a tempo indeterminato di Montecitorio godano di un numero di giorni di ferie superiore a quello di altri lavoratori dipendenti.

Confronto. Con chi?
Sarebbe quindi necessario fare un confronto serio tra i dipendenti della Camera e altri lavoratori assunti a tempo indeterminato che abbiano funzioni più o meno simili. Ma con chi fare il confronto stante le specificità del lavoro in Parlamento, quale contratto di lavoro prevede la sospensione di alcuni dei diritti basilari del lavoratore, quale contratto prevede la possibilità di lavorare oltre 13 ore in un giorno arrivando a 21 ore consecutive, oltre 48 ore settimanali, senza il diritto alle 11 ore di riposo tra la fine di un turno di servizio e l’inizio del successivo? Ma da più parti si propone il confronto con il pubblico impiego e noi, pur ritenendo improprio e fuorviante un paragone del genere, accettiamo la sfida e procediamo al confronto con due contratti diversi, quello relativo ai ministeriali e quello relativo alle forze di polizia, ragionando per tutti su una settimana articolata in cinque giorni lavorativi.
Vediamo prima la situazione al momento dell’assunzione

Renzi si affida a Perotti. C'è chi lo trova divertente

Da alcune settimane un economista della Bocconi si è lanciato in ardite analisi sui bilanci di Montecitorio riscuotendo un certo credito ed un certo successo.
C'è però chi trova il tutto divertente e paragona Renzi e Perotti ad un noto personaggio comico anglosassone, una lettura consigliabile.

Il post originale sul blog di Spezzachini


Mister Bean Perotti, il bilancio di Montecitorio e Mister Bean Renzi

Renzi commette un vero e proprio suicidio economico politico sposando le tesi in materia di bilancio pubblico di Perotti, economista de LaVoce.Info. Adottando il singolare metro di giudizio di Perotti viene fuori che Renzi, proprio lui, è incapace di gestire il bilancio cittadino di Firenze. Un bilancio importante per carità ma che è solo un minuscolo frazionale del bilancio statale che Renzi si troverebbe a gestire da Presidente del Consiglio.

L’accoglienza di Perotti a Montecitorio
Poche volte, davvero poche volte, uno studio sui costi della politica in Italia è riuscito a sollevare una così forte reazione di ilarità negli austeri corridoi di Montecitorio. L’autore di cotanto studio, anzi l’Autore, è Roberto Perotti, un economista della Bocconi che si è dilettato a mettere insieme una sfilza di numeri e numeretti per dimostrare la necessità di sostanziosi tagli alle spese della politica.
Cosa condivisibile, saggia, necessaria, per carità, ma da affrontare con una certa serietà. Il nostro Autore invece, deve aver preso il suo compito decisamente alla leggera se ha deciso di mettere in piedi tutta una serie di articoli (li trovate su LaVoce, qui quello più citato) in cui accusa  Montecitorio di aver nientepopodimeno falsificato i propri bilanci annunciando immensi risparmi a fronte invece di risparmi microscopici o del tutto inesistenti o addirittura di consistenti aumenti delle spese, tanto da fare affermare al Nostro che  “il problema è che a questo punto è difficile fidarsi di tutto quello che esce dalla Camera”;  una serie di articoli zeppi di gaffe e di sfondoni ma, soprattutto, basati su di un assunto completamente assurdo.


martedì 17 settembre 2013

Una interessante visione "altra" da parte di un senatore PDL

Il senatore Malan ha pubblicato un interessante studio sul costo dei senatori. Un argomento, come il costo delle istituzioni parlamentari, che meriterebbe un approfondimento serio ed imparziale



Il sito del senatore Malan

La Puntigliosa 179

La pubblicazione del Sindacato OSA della Camera dei deputati.

I temi affrontati in questo numero:

- L'autodichia e le ripercussioni in termini di norme sul lavoro.

- La trasparenza imposta dal Decreto Legislativo 33/2013 e la sua applicazione ai dipendenti della Camera

- La non applicazione della norma sulla trasparenza ai trattamenti retributivi ed ai curriculum del personale assunto presso le segreterie dei deputati titolari di carica