Visualizzazione post con etichetta Lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lavoro. Mostra tutti i post

giovedì 20 marzo 2014

Le Iene e il Senato. Quando si inceppa la macchina spara fango

Il funzionamento delle Iene è, come ben noto a chiunque ne sia stato bersaglio, basato su una certa mole di girato che viene poi abilmente montato per tirarne fuori una cosa differente, altra rispetto alla realtà. Una attività che evidenzia il genio della post produzione, quando tale genio c’è.
Ieri, durante la puntata del 19 marzo 2014, abbiamo infatti assistito a due toppe che potrebbero costare la reputazione alla post produzione delle Iene, vediamole in dettaglio.

Struttura del servizio
Il servizio dedicato al Senato è spezzato in due parti, con la prima parte centrata sul fatto che al Senato ‘non si fa nulla’ e la seconda centrata sui film di prima visione che scaricati illegalmente dalla rete venivano poi fatti oggetto di commercio.

Le ‘toppe’ del montaggio

giovedì 6 febbraio 2014

I dipendenti come predatori da sconfiggere

Ecco cosa si legge sulla pagina Facebook dell'onorevole Brugnerotto:

"A Montecitorio, ogni giorno, quando sorge il sole, un grillino si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del commesso, per raggiungere i banchi del governo.

A Montecitorio, ogni giorno, quando sorge il sole, un commesso si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del grillino, per raggiungere i banchi del governo.
A Montecitorio, non importa che tu sia grillino o commesso. Basta che il governo corra a casa."


Cosa si può aggiungere, buon lavoro e in bocca al lupo a tutti i tutori dell'ordine, fuori e dentro dei palazzi.

mercoledì 4 settembre 2013

Denunce per i commenti su FB. Io resto contrario

Tanta polemica ha destato la nota della Camera del 24 luglio in cui venivano annunciate iniziative legali contro un gruppo di persone che avevano postato sui soliti social network commenti contenenti minacce ai danni dei dipendenti.
Trascorso ormai un mese e mezzo dai fatti è possibile trarre qualche conclusione e qualche insegnamento da quanto accaduto.

Un breve riassunto dei fatti
Su un profilo FB di un fan club dedicato al comico Maurizio Crozza veniva ripreso uno dei soliti pezzi sul trattamento dei dipendenti della Camera dei deputati. Il pezzo in sé era assolutamente tranquillo, il solito copincolla da un’altra testata con però un titolo ‘urlato’, e sbagliato, che aveva suscitato una serrata gara a chi la sparava più grossa tra i commentatori.
Alla luce della violenza verbale di alcuni dei commenti la Camera dei deputati aveva annunciato iniziative legali nei confronti degli autori dei commenti stessi. Ovviamente dei soli commenti contenenti minacce.
In particolare venne dichiarato dalla Camera che “Sono inoltre sempre più frequenti affermazioni gravemente minacciose nei confronti dei dipendenti della Camera che dimostrano come tale fenomeno, basato su notizie di stampa a volte fuorvianti, abbia assunto caratteri non più accettabili in un contesto civile.
La Camera dei deputati, pertanto, ha già provveduto ad attivare, presso le competenti autorità, tutte le iniziative necessarie a tutela dei propri lavoratori.”

I commenti all’annuncio della querela
In generale l’annuncio della Camera è stato fortemente travisato e non si è compreso appieno, evidentemente, che i procedimenti penali partiranno solo per chi ha postato commenti contenenti minacce.

lunedì 21 maggio 2012

A proposito di ‘normalizzazione’

Si è spesso parlato di ‘normalizzazione’ del rapporto di lavoro che lega i dipendenti di Camera e Senato alle rispettive Istituzioni. Purtroppo però viene spesso analizzato, in maniera ottusa o maliziosa, solo l’aspetto reddituale del rapporto senza comprendere che molti istituti potrebbero transitare anche ad altri lavoratori proprio da una finestra di paragone che si vorrebbe unidirezionale. La soluzione in sé non costituirebbe neanche una novità assoluta ed è già stata percorsa, almeno come modus operandi, ma sarebbe egualmente dirompente per effetti ed accoglienza.
Molti degli istituti riservati ai dipendenti del Parlamento sono infatti visti come un sogno da coltivare, un ideale da accarezzare nei più belli e rosei sogni notturni, un vero mondo incantato per i datori di lavoro, un paradiso in terra per i padroni dotati dei peggiori istinti nei confronti dei propri lavoratori, cominciando, ovviamente, da un diritto allo sciopero pressoché azzerato.
Ma il sostanziale quasi azzeramento del diritto allo sciopero dei lavoratori così come il mancato recepimento della Direttiva dell’Unione Europea sull’intervallo minimo, pari a 11 ore, tra la fine di un  turno di lavoro e l’inizio del successivo, viene comunque fortunatamente visto come un tabù. Sono e resteranno quindi solo i dipendenti del Parlamento a non poter godere appieno del diritto allo sciopero e ad avere la possibilità di smontare dopo 10 ore di servizio, fare un salto a casa per una doccia e rimontare, dopo due ore, per un altro turno.
Quello che invece potrebbe ‘transitare’ molto più facilmente verso altri rapporti di lavoro è tutta quella serie di obblighi aggiuntivi o di rinunce a diritti visti come minori.
Per i dipendenti della Camera sono particolarmente interessanti i due punti che seguono:
-         L’orario di lavoro di 40 ore settimanali con l’obbligo però di svolgere almeno 50 ore di straordinario annuo non retribuito, previsioni che, in nome della produzione più che della produttività, potrebbero riguardare tutto il mondo del pubblico impiego ;
-         L’obbligo di esclusività del rapporto di lavoro cui è soggetto anche il dipendente con un contratto di lavoro part-time al 50 per cento, una previsione questa che potrebbe essere estesa a tutti i lavoratori;
Ed anche a mero carattere sperimentale potrebbe essere interessante applicare le medesime limitazioni anche agli eletti, prevedendo quindi anche per i parlamentari l’obbligo di presenza per 40 ore settimanali a Palazzo ed il divieto di svolgere qualsiasi altra professione. Potrebbe essere un modo, per gli onorevoli, di non perdere il contatto con la realtà quotidiana di chi lavora.


Amerigo Rivieccio


martedì 8 maggio 2012

Montecitorio. Purtroppo un altro decesso

In meno di quattro mesi ed una settimana i dipendenti in servizio alla Camera dei deputati deceduti per motivi di salute sono 4.
Il discorso che facevamo un mese fa sul fatto che nei primi tre mesi del 2012 avevamo perduto un collega al mese resta quindi sostanzialmente identico anche oggi.
Purtroppo.
E resta ancora valida la riflessione sul tasso di mortalità dei dipendenti della Camera dei deputati, che rimane uguale a quella di un gruppo di soli uomini di circa 60 anni di età o di un gruppo di sole donne di circa 67, a fronte di una età media inferiore.